lunedì 3 dicembre 2007

REGOLE E PRINCIPI DELL'AYURVEDA

L’Ayurveda approfondisce l’analisi del cibo attraverso la conoscenza dei cinque elementi fondamentali, dei sei gusti esistenti, dell’energia che si sprigiona nella catalizzazione dei cibi in questione, della sua azione su corpo, mente, spirito e per finire della sua azione farmacologica ove ce ne fosse.

Il cibo che nutre il corpo, secondo gli antichi testi è derivato dagli stessi 5 elementi di cui il corpo è composto, “Panchamahabhuta” (grandi elementi allo stato macrocosmico): Etere, Aria, Fuoco, Acqua e Terra. Questi cinque elementi di base nel cibo li troviamo in cinque principali categorie di cibi, per esempio: 1. nel riso e nel grano predomina l’elemento terra 2. nel latte e nei succhi di frutta predomina l’elemento acqua 3. nelle spezie che stimolano vari enzimi predomina l’elemento fuoco 4. nei germogli predomina l’elemento aria 5. il riso soffiato contiene etere Essi sono digeriti nel corpo dagli enzimi e dopo l’assimilazione vengono trasportati e trasformati, nei tessuti di costituzione corporea (Dhatu).
Per fare, comunque, un esempio semplice sul pensiero ayurvedico applicato direttamente, potremmo dire che: quando il potere digestivo è debole si devono usare le spezie che sono ricche dell’elemento Fuoco, oppure quando la persona soffre di edema, si deve evitare il sale perché l’elemento predominante è l’Acqua, oppure se la persona ha sensazioni di bruciori, deve assumere uva o melone che hanno un effetto calmante rinfrescante dovuto all’elemento Acqua. A buon proposito viene offerto qui sotto un semplice decalogo di consigli: Il cibo dopo che è stato assunto, viene digerito e assimilato nel corpo, e ciò fa aumentare la qualità degli elementi. Per esempio ad una persona sottopeso si somministrano alimenti a base di grano, riso, ghee, ecc. , cibi in cui predominano gli elementi Terra e Acqua, proprietà che fanno aumentare gradualmente il peso. Al contrario le sostanze con proprietà opposte, diminuiscono gli elementi di crescita e aiutano a mantenere uno stato di equilibrio. Noi siamo ciò che mangiamo! L’alimentazione influenza in modo positivo o negativo la nostra salute.
L’assimilazione delle sostanze dipende dalla capacità del nostro sistema digerente: spesso una cattiva alimentazione lo danneggia. Per il buon funzionamento del corpo, della mente e dell’anima, bisogna curare l’alimentazione, che deve essere equlibrata sia quantitativamente, sia qualitativamente, e nello stesso tempo adatta a ciascun individuo secondo le sue abitudini. Contemporaneamente si deve curare la corretta combinazione degli alimenti e la loro preparazione. Il cibo dev’essere consumato con calma e in modo regolare. Durante ogni pasto bisogna assumere cibo in piccole quantità, cercando di ripartire lo spazio nello stomaco in questo modo : ½ dello spazio in cibo solido¼ di liquidi¼ lasciarlo vuoto.
La prima fase digestiva avviene nella bocca e nello stomaco, dove il cibo è umidificato. Questa è denominata dal gusto “dolce” che stimola le secrezioni di Kapha, come la saliva, il muco, ecc. questa fase aumenta Kapha e riduce Vata e Pitta. Pertanto subito dopo mangiato è utile riposarsi e rilassarsi (ma non dormire).
La seconda fase digestiva avviene nello stomaco e nel piccolo intestino, dove il prodotto della prima digestione viene riscaldato. Questa fase è dominata dal gusto “aspro” che stimola le secrezioni di Pitta dello stomaco come i succhi gastrici e la bile, e fa aumentare Pitta e Kapha, riducendo Vata.
A questo punto è avvenuta l’assimilazione del cibo. La terza fase digestiva avviene nel colon, dove il prodotto ultimo viene asciugato. Questa fase è dominata dal gusto “pungente”, che stimola la produzione di Vata come gas producendo secchezza. Si ha un aumento di Vata e una riduzione di Kapha.
Il legame immediato tra le qualità del cibo e il loro impatto sulla salute non è sempre ovvio, in parte a causa delle complesse diete occidentali e degli effetti del processo digestivo sul cibo.
Il Charaka Samhita, antica raccolta di ricerche e trattati medici indiani, elenca otto fattori specifici dei quali dovreste tener conto nel determinare la dieta a voi più adatta.
Valutare la vostra dieta in rapporto a tali fattori, poiché ognuno di essi aiuterà a decidere se il regime alimentare prescelto è giusto nelle attuali circostanze oppure indicherà i punti da modificare. Gli otto fattori elencati dal Charaka Samhita sono:
le qualità in natura dei cibi, il modo in cui possono essere alterate le qualità naturali dei cibi (es. : il tipo di cottura o di condimento prescelti) gli effetti della combinazione dei cibi dell’intero pasto (es. : apporti sbilanciati, eccessi e di cibi compatibili e non possono rallentare o danneggiare il processo digestivo per diverso tempo)
la quantità di cibo ingerita (naturalmente importante) il luogo (i luoghi) e il clima dove il cibo è stato coltivato, preparato e mangiato gli effetti delle stagioni e dell’ora del giorno (anch’essi da rispettare) l’orientamento generale sulle abitudini alimentari (riferimento oggettivo)
le differenze individuali nel consumo del cibo (soggettivo).
I cinque elementi fondamentali cinque elementi fondamentali, in ordine di manifestazione, sono: Nella filosofia antica e medioevale, è molto prima della scoperta degli atomi e delle molecole, si ritevava che il mondo e tutto quanto in esso contenuto fosse composto da quattro "elementi" o sostanze: Aria, Fuoco, Acqua e Terra. A questi elementi, la dottrina medica indiana (Ayurveda) ne aggiunse un quinto, l'Etere. In sanscrito, i cinque elementi sono conosciuti come mahabhuta. Oggigiorno, alla luce delle nuove conoscenze scientifiche, gli elementi non sono presi alla lettera, ma sono visti come i principi informativi sulla natura dell'esistenza, metafore che ci aiutano a comprendere la natura e l'universo. L'Aria è movimento, la vita per altri aspetti della creazione; il Fuoco è la forza che produce calore e luce, entrambi questi elementi sono essenziali alla vita; l'Acqua lega tutto assieme; e la Terra è la materia stessa. L'Ayurveda insegna che tali elementi pervadono ogni aspetto del corpo umano, e che in qualsiasi tipo di materia possono essere presenti tutti gli elementi. Secondo l'antica dottrina, in origine il mondo si componeva di pura coscienza ed era immateriale. Col tempo, l'elemento più leggero l'Etere si formò da vibrazioni cosmiche e iniziò a muoversi e col suo movimento creò l'Aria. L'attrito tra questi due elementi in movimento creò il Fuoco e il calore del Fuoco dissolse e liquefece alcuni elementi, creando l'Acqua. Alcuni elementi, al contrario, si solidificarono e formarono l'elemento più pesante la Terra. L'Ayurveda sostiene che tutta la materia organica-piante-semi-animali è formata dall'elemento Terra, che contiene anche le sostanze inorganiche del mondo minerale. La Terra diede origine, così com'era a tutta l'altra materia. Seconda l'Ayurveda nella materia possono essere presenti tutti e cinque gli elementi: l'Acqua quando è ghiacciata, diventa solida come la Terra; il Fuoco la riscioglie in Acqua, una maggiore quantità di Fuoco tramuta l'Acqua in vapore, il quale scompare nell'Aria e nell'Etere. Gli esseri umani hanno cinque sensi, che corrispondono ai cinque elementi. Il suono è trasmesso attraverso l'Etere. L'Aria che secondo gli insegnamenti Ayurvedici è legata al sistema nervoso, si ritiene corrisponda al tatto.Il Fuoco, che noi percepiamo sotto forma di luce e colore, è legato alla vista. L'acqua è necessaria al gusto, una lingua secca non è in grado di discernere i sapori. La Terra è legata al senso dell'olfatto (il naso è legato agli organi di escrezione e coloro che soffrono di stipsi hanno spesso l'alito pesante e un ridotto senso dell'olfatto).
Come succede sempre nell'Ayurveda, tutto è in relazione a tutto; esistono l'armonia e la sincronia, e la disarminia dà origine alla malattia. Scopo delle cure ayurvediche è quindi quello di ricreare l'armonia.

Vata - Pitta - Kapha

Vata. L'energia Vata si compone di Aria e di Spazio e corrisponde approssimativamente al sistema nervoso del corpo. In termini moderni, si potrebbe dire che le funzioni Vata siano equivalenti alle azioni dei neutrotrasmettitori presenti nel cervello. Il Vata governa la respirazione e tutto ciò che riguarda il movimento del corpo, si caratterizza come secco, leggero, ruvido e veloce. Il Vata è ritenuto il Dosha più influente che governa tutte le funzioni del corpo ed è il principale motore della nostra mobilità. E' legato all'attività e alla vitalità, controlla gli spazi vuoti all'interno del corpo (i seni paranasali, la cavità addominale, il sistema polmonare e l'orecchio interno), nonchè il sistema nervoso. Vata controlla inoltre la divisione delle cellule, la formazione degli strati cellulari, il funzionamento del cuore, dei polmoni, dello stomaco e dell'intestino, guida le attività del cervello e degli organi motori ed è responsabile delle eliminazione delle scorie. Un eccesso di Vata può dare origine a disidratazione e problemi connessi, invecchiamento prematuro, pelle secca e altri disturbi cutanei, e una lenta cicatrizzazione delle ferite. Una insufficienza di Dosha Vata può causare sensazioni di pesantezza, pigrizia e una cattiva circolazione. I tipi che presentano una predominanza di Vata tendono ad essere di corporatura leggere, sono privi di solidità, eterei e creativi; possono anche essere inaffidabili e di umore mutevole. Da giovani essi sono solitamente molto magri e atletici ed esprimono spesso originalità di pensiero. Il puro tipo Vata è molto alto o molto basso, tendente ad uno dei due estremi, scheletrico e pieno di energia. Mirano all'ascetismo, e spesso hanno un lato spirituale assai sviluppato che li porta a studiare e a mostrare interesse per argomenti esoterici. Alcuni possono persino avere doti di chiaroveggenza o psichiche. Un eccesso di influenza di Vata potrebbe causare i sintomi tipo: un colorito più scuro della norma, labbra secche, occhi asciutti, tosse secca, urine giallo scuro e feci dure, asciutte e scure. In breve un eccesso di Vata porta ad una disidratazione dell'intero corpo; vi è troppa aria e insufficiente quantità di acqua. Esistono cinque tipi di Vata localizzate in determinate parti del corpo:
Prana (cuore, cervello, torace, orecchie , naso e gola)
Apana (colon, ano, vescica, ombellico, genitali e organi pelvici)
Samana (stomaco, duodeno e intestino tenue)
Udana (gola, ombellico e polmoni)
Vyana (localizzato in tutto il corpo)

Pitta. L'energia Pitta si compone di fuoco e di acqua. Governa la generazione e la conservazione del calore corporeo, della digestione e del metabolismo, nonchè dell'intelligenza. La sede principale dell'energia Pitta è lo stomaco. I tipi con Pitta predominante tendono alla via di mezzo, sia fisica sia mentale. In generale essi presentano una pelle liscia che tende presto al grigio, e gli uomini diventano calvi prematuramente. I tipi Pitta hanno un metabolismo attivo e un buon appettito, preferiscono i sapori acri, astringenti e dolci; e le bevande fredde, hanno un'abbondante traspirazione e tendono ad una temperatura corporea calda. Sono abbastanza attivi, ma sono restii ai lavori pesanti, sono acuti, ambiziosi, mostrano qualità leadership, tendono ad essere moderatamente ricchi e amano le cose belle. Sono sia creativi che stabili.
Uno squilibrio di Pitta può portare ai disturbi tipo cattiva digestione, una temperatura corporea irregolare, eccessiva traspirazione, indebolimento della vista, pelle chiazzata e altri disturbi cutanei, intestini irritabili e diarrea, ansia e irritabilità. Gran parte dei medici ayurvedici ritengono che le malattie causate da un Pitta disturbato siano meno serie di quelle dovute a uno squilibrio di Vata. Esistono cinque tipi di Pitta localizzate in determinate parti del corpo:
Pachaka (stomaco, duodeno, intestino tenue)
Alochaka (occhi)
Ranjaka (fegato, milza e stomaco)
Bhrajaka (pelle)- Sadhaka (cuore)

Kapha. L'energia Kapha si compone di Acqua e di Terra. Essa regola le funzioni basate sull'elemento Acqua nel corpo e governa la forza e la massa corporea. Lubrifica le articolazioni e mantiene efficiente il sistema immunitario del corpo.
Le persone con Kapha predominante tendono al sovrappeso; prendono peso facilmente e hanno difficoltà a perderlo. Sono inclini ad essere lenti e massicci e non è insolito che coloro che all'inizio della vita hanno Vata predominante, tendano con l'invecchiamento a diventare Kapha, rallentando il metabolismo accumolano peso (assumendo più cibo di quanto il loro corpo possa bruciare con facilità). Hanno spesso la pelle spessa e grassa e i capelli fitti e lucenti, grandi occhi e forti unghie. Possono tendere alla pigrizia e a chiedere agli altri fare delle cose per loro, benchè riescano a sopportare il duro lavoro fisico. dormono bene e devono guardarsi dal dormire troppo. Il temperamento dei tipi Kapha può sembrare ottuso, lento e restio ai cambiamenti e a ciò che è poco familiare. Sono inclini a conservare (energia, forza e denaro), piuttosto che a spendere. Sono tolleranti, inclini al perdono, calmi e lenti all'ira, sono spesso brave persone d'affari e ricche; sono tuttavia lenti nell'apprendere le informazioni. Nelle loro relazioni interpersonali essi tendono ad essere possessivi e ingordi. Hanno un debole impulso sessuale e trovano la fedeltà una condizione facile da mantenere. Non sono propensi alla depressione e sono più materiali che spirituali.
Uno squilibrio di energia Kapha può causare i sintomi tipo: un'apparenza esile e flaccida dovuta a scarsa capacità di nutrizione, giunture sciolte, un corpo debole e troppo morbido, impotenza, digestione lenta, eccessivo muco, prepotenti sentimenti di gelosia, insucurezza e intolleranza. Esistono cinque tipi di Kapha localizzati in determinate parti del corpo:
Kledaka (stomaco)
Avalambaka (cuore e torace)
Bodhaka (lingua)
Tarpaka (testa, cervello, organi sensoriali)
Slesaka (articolazioni)
Dhatu e Ojas (I Tessuti corporei)

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PROGRAMMA DIETETICO PER IL TIPO CONSTITUZIONALE PITTA.
CONSIGLI GENERALI
Consumare i pasti ad orari regolari, privilegiando il pasto di mezzogiorno rispetto a quello di sera.
Consumare alimenti a temperatura ambiente o tiepidi, possibilmente freschi ed appena cucinati. Evitare le bevande ghiacciate o molto calde. Evitare cibi industriali, ricchi di additivi e conservanti. Favorire il consumo di alimenti freddi, pesanti, oleosi dal sapore dolce, amaro ed astringente. Ridurre il consumo di alimenti piccanti, leggeri, asciutti dal sapore acido, salato e speziato. Ridurre al minimo il consumo di bevande alcoliche ed eccitanti (caffè, tè).
Preferire piuttosto caffè d'orzo e tè ayurvedico. Prendere ogni giorno qualcosa di dolce (marmellate naturali senza zucchero, uva sultanina ecc.).
Prima dei pasti principali prendere una fettina di zenzero fresco con ghee (burro chiarificato) e polvere di liquirizia o zucchero di canna.

ALIMENTI CONSIGLIATi
Cereali: frumento (pasta, cous-cous, semolino), riso Basmati, orzo, avena.
Latte e derivati: latte, ricotta, formaggi freschi e cremosi, ghee, panna.
Carni: carni bianche (in quantitàlimitata).
Legumi: fagioli mung decorticati, ceci, soia verde, fave, piselli, lenticchie rosse.
Vegetali: spinaci, broccoli, asparagi, finocchio, lattuga, avocado, zucchine, cavolfiori, fagiolini, patate, patate dolci, piselli.
Frutta: uva, fichi, ciliegie, susine, cocomero, mela, pera, melograno, banane, mango.
Frutta secca: uva sultanina, datteri, fichi (in quantità limitata), semi di girasole, mandorle, noci di cocco (in piccola quantità).
Dolcificanti: zucchero integrale di canna, jagghery, miele (in quantità limitata).
Grassi: ghee, olio di girasole (purché di buona qualità), olio extra vergine d'oliva (in quantità moderata).
Spezie ed aromi: basilico, menta, cumino, coriandolo, curcuma, finocchio, liquirizia, zenzero (piccole quantità), zafferano, semi di finocchio, cannella, cardamomo.

ALIMENTI SCONSIGLIATI
Cereali: miglio, segale, mais (polenta), granoturco, grano saraceno.
Latte ed derivanti: latte acido, yogurt, formaggi stagionati, acidi e salati.
Carni: anche chi non è vegetariano dovrebbe evitare pollo, tacchino, carni rosse e di maiale, salume, pesce, frutti di mare, e il rosso dell'uovo.
Legumi: fagioli, lenticchie.
Vegetali: pomodori, cipolla, peperoni, melanzane, barbabietole, carote.
Frutta: arance acide, pompelmo.
Dolcificanti: miele (in grande quantità), melassa, zucchero grezzo.
Grassi: oli di semi (eccetto quello di girasole).
Spezie ed aromi: pepe, peperoncino, origano, timo, aglio, senape, aceto, tamari, chiodi di garofano.
N.B. Alimenti non inclusi nella lista possiedono qualità intermedie e possono essere consumati con moderazione in accordo alla tollerabilità individuale.

PROGRAMMA DIETETICO PER IL TIPO COSTITUZIONALE VATA.
CONSIGLI GENERALI
Preferire cibi caldi, oleosi, densi, liquidi, emollienti, dal sapore prevalente dolce, acido e salato. Evitare cibi freddi, asciutti, leggeri, dal sapore pungente, amaro, astringente, bevande fredde. Consumare i pasti ad orari regolari, in un atmosfera quieta e tranquilla. Fare sempre un pasto caldo a metà giornata. Cenare entro le 20. Evitare di consumare alla sera formaggi, carni rosse, yogurt, pizza. Prima dei pasti principali prendere una fettina di zenzero fresco con ghee, sale e limone. Condire sempre le verdure con ghee od olio extra vergine d'oliva.
Preferire le verdure cotte a quelle crude. Non praticare digiuni prolungati. Bere ogni giorno 400-500 cc. di acqua minerale naturale fatta bollire e conservare calda in un thermos. L'acqua calda va bevuta a piccoli sorsi più volte durante la giornata. Se si consuma latte, prenderlo caldo con l'aggiunta di un pizzico di zenzero in polvere.

ALIMENTI CONSIGLIATI
Cereali: riso, pasta, semolino, cous-cous, avena cotta.
Latte e derivati: latte, yogurt (preferibilmente diluito e con l'aggiunta di cumino in polvere), ricotta fresca di mucca. Tutti i derivati del latte pacificano il dosha Vata. Non assumere latte durante un pasto completo. Il formaggio dovrebbe essere molle e fresco (non stagionato).
Carni: chi non è vegetariano può mangiare carni bianche (pollo, tacchino), pesce e frutti di mare.
Legumi: fagioli mung decorticati, soia e piselli freschi (in piccole quantità).
Vegetali: spinaci, asparagi, carciofi, fagioloni, pomodori (cotti), avocado, barbabietole, carote (cotte), cetrioli, patate dolci.
Frutta: uva, pesche, susine, arance e mandarini dolci, limone, fichi (in piccola quantità), mango, cocomero, kiwi dolce, fragole, ciliegie, meloni, prugne, banane, ananas, papaya.
Frutta secca: uva sultanina, mandorle sbucciate, datteri, semi di sesamo, noci, nocciole. Può essere mangiata solo dopo averla ammorbidita in acqua calda. I datteri vanno bene se presi con ghee.
Grassi: ghee, burro, olio extra vergine d'oliva, tahin (in piccole quantità).
Dolcificanti: miele, zucchero di canna.
Spezie ed aromi: zenzero (fresco e polverizzato), cumino, basilico, aglio, cannella, sale di roccia (salgemma), assafetida, cardamomo, chiodi di garofano, semi di senape e piccole quantità di pepe nero attenuato Vata.
Vari: uova (in quantità limitata).

ALIMENTI SCONSIGLIATI
Cereali: miglio, avena cruda, orzo mondo, segale, granoturco, grano saraceno.
Latte e derivanti: formaggi stagionati (eccetto parmigiano in piccole quantità), mozzarella di bufala.
Carni: carni rosse e di maiale, salumi.
Legumi: fagioli, ceci, lenticchie. Preferibile evitare tutti i semi eccetto tofu e fagioli mung decorticati.
Vegetali: patate, insalata cruda, cavolfiore, verze, peperoni, verdure a foglie verdi, broccoli, sedano, zucchine, spinaci. Le seguenti verdure sono accettabili in piccole quantità, ben cotte, condite specialmente con ghee e spezie che pacificano Vata. È meglio evitare cavoletti di Bruxelles.
Frutta: mele e pere astringenti, guava, banana, melograne, mirtilli.
Grassi: margarina, oli di semi.
Dolcificanti: zucchero bianco raffinato, gelati.Spezie e aromi: pepe e peperoncino in grandi quantità, origano, cipolla.
N.B. Alimenti non considerati nelle liste possiedono qualità intermedie e possono essere usati con moderazione sulla base della tollerabilità individuale.

PROGRAMMA DIETETICO PER IL TIPO COSTITUZIONALE KAPHA.
CONSIGLI GENERALI
Evitare i cibi e le bevande fredde. Non fare spuntini fuori pasto. Durante il giorno bere spesso piccole quantità di acqua minerale naturale fatta bollire e conservata in un thermos. La colazione dovrebbe essere leggera ed a base di tè ayurvedico, caffè d'orzo, succo di mela e pane integrale con miele. Cenare entro le 20. La cena dovrebbe essere leggera e limitarsi a cereali e verdure. Prima dei pasti principali prendere una fettina di zenzero fresco con miele e limone. Cominciare i pasti principali con una piccola quantità di verdure crude. Insaporire le pietanze con spezie ed aromi, piuttosto che con grassi. Evitare di dormire dopo i pasti. Evitare pasti abbondanti, specialmente la sera.

ALIMENTI CONSIGLIATI
Cereali: orzo, miglio, tapioca, segale, mais.
Latte e derivanti: latte parzialmente o completamente scremato, bollire sempre latte e berlo caldo, potete aggiungere un pizzico di curcuma o zenzero al latte intero prima di bolirlo; lassi (yogurt diluito) aromatizzato con spezie.
Carni: chi non è vegetariano può mangiare sia carni bianche di pollo e di tacchino (in piccola quantità), che pesce e frutti di mare.
Legumi: fagioli mung decorticati, ceci, lenticchie, piselli, soia.
Vegetali: spinaci, bietole, cicoria, asparagi, melanzane, lattuga, ravanelli, radicchio, tarassaco.
Frutta: mele, pere, frutti di bosco, papaya.
Grassi: olio extra vergine d'oliva (in quantità moderata), olio di senape e girasole, ghee.
Dolcificanti: miele (mai scaldarlo oltre la temperatura corporea).
Spezie ed aromi: pepe, zenzero, curcuma, cardamomo, senape, cannella, maggiorana, origano, timo, salvia, alloro.

ALIMENTI SCONSIGLIATI
Cereali: riso bianco ( eccetto la varietà Basmati), pane e pasta di farina raffinata, pizza e biscotti avena.
Latte e derivati: latte intero, mai bere latte durante i pasti o insieme a cibi acidi o salati; burro, yogurt, formaggi stagionati.
Carni: carni rosse coniglio, fagiano e di maiale, salumi.
Legumi: tofu (formaggio di soia), fagioli urad.
Vegetali: patate dolci, pomodori (specie crudi), avocado, carote, cetrioli, zucchine.
Frutta: arancia, banana, fichi, mango, noce di cocco, ananas, datteri, melone.
Frutta secca: noci, arachidi, nocciole, fichi.
Grassi: burro, oli di semi (eccetto quelli di sesamo, girasole e senape), margarina, olio di cocco.
Dolcificanti: zucchero bianco, zucchero di canna.
Spezie ed aromi: sale (va ridotto nella dieta), aceto.
Vari: uova.
N.B. Alimenti non compresi nella lista possiedono qualità intermedie e possono essere consumati con moderazione in accordo alla tollerabilità individuale.


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